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Coppa Italia: vittoria per la CSC Correggio Volley

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aprile 25, 2011 15.37
Coppa Italia: vittoria per la CSC Correggio Volley

La dedica di Max Astolfi: “Grazie papà” Ricchetti: “Mi addormento ogni notte con quel finale indimenticabile nella mente”. Romani: “Vincere con questa maglia è speciale”. Raimondi: “Bassoli, Vaccari, Cerquetti, Daldello, Meneguzzo. Questa Coppa è anche loro”. Il ds Lugli: “Il grazie dei nostri ragazzi è una grande soddisfazione per la società”

E’ difficile scegliere un unico momento, per racchiudere la magia di una final four che ha portato a Correggio il primo trofeo della storia del club. Certo è che quando un figlio, e parliamo di MAX ASTOLFI, riesce a far commuovere con la sua dedica il padre Gianfranco, la storia diventa quasi romanzo. Il tutto sugli schermi di “Domenica Gol” (in onda su E’TV Teletricolore), che dedica uno speciale alla vittoria della C.S.C. e regala a coach Astolfi, praticamente in diretta tv, “una gioia immensa”. “Mi ha cresciuto nella vita e sul campo, se sono arrivato sin qua lo devo solo a lui. Grazie papà”.



Queste le parole di “Cyborg-Max”, registrate pochi minuti dopo la grande impresa. Il genio di Cittanova sottolinea “quanto questa società e questi ragazzi meritassero questo successo. E’ un premio per gli sforzi fatti in questi anni, un gruppo del genere meritava di lasciare qualcosa nella pallavolo che conta. Per quel che riguarda la finale, siamo stati bravissimi a gestirla mentalmente e tatticamente, ed era difficilissimo farlo in casa di Carpi, dopo averci perso già due volte in campionato. Complimenti a tutti”.

STEFANO RICCHETTI - “Io faccio ancora fatica a realizzare cosa sia successo veramente. Mi addormento ogni notte con quel finale indimenticabile nella mente, quegli ultimi 5-6 punti che ci hanno lanciato nella storia. Ci credete se vi dico che la sera prima non avevo dormito pensando all’emozione di quel che sarebbe potuto piombarci addosso? Ed è successo davvero, incredibile e bellissimo. Permettetemi di rendere partecipe Fonta, il nostro capitano, so quanto ci teneva a giocarsela in campo con noi e questa vittoria è anche sua. Così come del nostro grande prof. Astolfi, che si meritava una soddisfazione del genere”.

NICOLA ROMANI - “Non solo è fantastico diventare campioni d’Italia, lo è ancor di più farlo con questa maglia cucita addosso. Avevo promesso a Ste (Ricchetti, ndr) che l’avrei portato alla final four, ma quel che abbiamo fatto in questi due giorni è ancor più grande, e tanto tanto merito è della nostra società e dei nostri dirigenti, che hanno fatto uno sforzo enorme per organizzarla in casa, convinti che potessimo farcela.
Carpi era l’unica squadra che non avevamo ancora battuto in stagione, ma nei momenti più difficili, quelli che contano davvero, noi vinciamo. L’abbiamo fatto a Potenza Picena dando una svolta alla stagione, l’abbiamo rifatto a Cagliari e ora vincendo una finale di Coppa al tie-break, sul campo della squadra di casa.
Un episodio, per farvi capire la magia di Correggio: lo scorso anno, rientrando in macchina da un allenamento a Bellaria, vidi una stella cadente. Espressi un desiderio, ed era quello di poter tornare in rossoblu. Dopo qualche mese ci riuscii, e qualche giorno dopo aver firmato il contratto, sognai di vincere finalmente qualcosa con questa maglia. E tutto ciò è diventato realtà”.

RICCARDO SANGIORGIO - “Credevo che le soddisfazioni sportive fossero finite, dopo aver deciso di lasciare la pallavolo per il lavoro. E invece è arrivata così, quasi per caso, la gioia più grande. Sicuramente me la merito meno degli altri perché non sono in ballo da inizio stagione, ma almeno mi sento in pace con me stesso per aver dato anch’io il mio contributo in queste due partite. Il muro su Cardona nel tie-break? Già sono scarso di mio a muro, fermare uno come lui è stato… indescrivibile! Ora spero che la squadra possa smaltire in fretta la stanchezza di questa Coppa perché c’è un altro obiettivo importante da giocarsi”.

RICCARDO RAIMONDI - “Facile dirlo, ma questa è stata più che mai una grande vittoria di squadra. Al di là del fatto che non ho potuto praticamente giocare la finale, il che va in secondo piano di fronte a questo trionfo, anche se cedere le armi nella partita più importante della mia carriera… insomma, mi è costato non poco. L’ho fatto per non condizionare il gioco di Max e il risultato finale, e ora posso dire che è stata la scelta giusta. Voglio dedicare il successo a mio padre, perché mi ha sempre aiutato a coniugare la pallavolo col lavoro, e a tutti quelli che hanno fatto e fanno parte della grande famiglia del Correggio Volley. Parlo dei Bassoli, dei Vaccari, dei Cerquetti, dei Daldello, dei Meneguzzo, giocatori che hanno disputato stagioni straordinarie senza aver mai potuto festeggiare un successo. Questa Coppa è anche loro”.

COACH GIANFRANCO ASTOLFI - “E’ una soddisfazione immensa, è vero ci speravamo ma eravamo anche consapevoli che ci sarebbe voluta una grande impresa. Affrontando in finale Carpi, le motivazioni sono cresciute ancor di più. Al di là del 1° e del 4° set dove abbiamo sbagliato molto noi, credo di poter dire che abbiamo dominato questa finale. E’ un risultato storico che non fa altro che farmi pensare che la nostra è una grandissima squadra, dal primo all’ultimo di ognuno dei suoi componenti. Le parole di mio figlio davanti alle telecamere sono state l’emozione più grande. Ho pianto come un bambino”.

IL DS PARIDE LUGLI - “Il grazie dei nostri ragazzi negli spogliatoi, a fine gara, è una grande soddisfazione per la società. Il vero segnale che qui a Correggio stanno tutti bene, e i risultati non arrivano mai per caso. Vincere la Coppa Italia è un traguardo al quale non avevamo mai pensato, ma grazie al lavoro quotidiano di tutti quanti, giocatori, tecnici e dirigenti, siamo riusciti a scrivere la pagina più bella della nostra storia. Farlo organizzando la final four in casa è stato splendido, ancor di più affrontando Carpi in finale, com’era nei sogni di noi organizzatori quando ci è stato assegnato l’evento.
Di più, dal punto di vista organizzativo e sportivo, non potevamo davvero chiedere”.

 

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